L’Italia di Mancini punta all’Euro 2020

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L’estate del 2020 sarà una delle più innovative del calcio europeo, in quanto avrà luogo il primo campionato europeo per nazioni senza un solo paese ospitante. Conquista dell’ex presidente della UEFA Michel Platini, l’europeo itinerante vedrà dodici stadi diversi ospitare le partite nelle quali le 24 nazioni qualificate si sfideranno per la gloria continentale. Dopo quattro turni del girone di qualificazione, si stanno dunque già formando le tendenze generali riguardo le squadre più attrezzate a far bene in questo torneo. Tra di esse l’Italia allenata da Roberto Mancini è senza dubbio una delle più in forma. L’arrivo del tecnico di Jesi sulla panchina di una nazionale depauperata dalla gestione di Giampiero Ventura, con la quale è arrivata la famigerata eliminazione dai mondiali 2018 in Russia, ha dato una scossa all’ambiente azzurro. 

Le quattro partite finora giocate dalla nazionale azzurra nel girone di qualificazione hanno certificato il miglioramento portato da Mancini a livello di gioco ma soprattutto per quanto riguarda la fiducia nei propri mezzi. Sebbene, almeno per ora, le principali scommesse sportive non vedano gli azzurri favoriti alla vittoria del torneo in questione, il cammino della nazionale italiana fino ad ora è stato quello di una squadra solida e convinta nei propri mezzi. Il trionfo in rimonta contro la Bosnia firmato da Marco Verratti e Lorenzo Insigne è stato la conferma dell’ottimo momento attraversato dalla truppa di Mancini, un tecnico capace di muovere le pedine a disposizione nel migliore dei modi per ottenere il rendimento più incisivo. Inserita nel gruppo J insieme a Finlandia, Armenia, Bosnia, Grecia e Liechtenstein, l’Italia è la grande potenza di questo girone e i 12 punti su 12 ottenuti fino ad ora hanno dimostrato la sua efficacia. Da questo punto di vista, in tutta Europa solo la Spagna, il Belgio, la Polonia e l’Irlanda del Nord sono riuscite a fare lo stesso. Il segreto del successo di Mancini è quello di aver trovato il giusto mix tra giovani promesse e vecchia guardia, con Giorgio Chiellini a fare da capitano e da esempio per tutti gli altri. Il difensore della Juventus, per il quale verosimilmente l’Euro 2020 sarà l’ultimo torneo come giocatore della nazionale azzurra, è uno dei pochi sopravvissuti delle gestioni precedenti insieme a Leonardo Bonucci, Marco Verratti e Lorenzo Insigne.

Per Mancini, già pronto a preparare le due trasferte di settembre con Armenia e Finlandia, vi è solo il rompicapo centravanti: l’esplosione di Moise Kean in contemporanea con il gran momento realizzativo di Fabio Quagliarella lo mettono di fronte a una scelta importante, senza dimenticare le alternative rappresentate da Ciro Immobile e Patrick Cutrone. Le grandi certezze, invece, sono i centrocampisti Jorginho, Verratti e Barella, capaci di formare un triangolo di qualità e quantità, mentre in attacco le ali Federico Chiesa e Federico Bernardeschi danno all’Italia ampiezza di gioco e velocità negli ultimi venti metri. Con ancora alcuni mesi di lavoro all’orizzonte, Mancini sfoglia la margherita per capire quali giocatori potranno essergli più utili per conquistare la qualificazione all’Euro 2020, un torneo dove l’Italia vorrà riscattarsi dopo le recenti beffe.

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