La Polinesia: la creazione di un mito

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Molti viaggiatori, per i motivi più disparati, sognano un viaggio su misura in Polinesia, ogni evento è un’ottima occasione per recarsi qui: viaggio di nozze, laurea o una semplice vacanza e per questo vi consiglio di affidarvi ad un’agenzia di viaggi come Travel Design.
Tuttavia non si tratta proprio di un ‘’desiderio del ventunesimo secolo’’ ma, al contrario, già alla fine dell’Ottocento era una meta ambita da molti sognatori ed artisti per via del modo in cui era entrata nell’immaginario comune: come il luogo esotico per eccellenza, un paradiso terrestre in cui rifugiarsi ed essere sè stessi in completo contatto con la natura.
Il fatto che già un secolo fa apprezzassero il luogo basta probabilmente per far comprendere quanto bella sia la Polinesia, tanto che tutti ne parlano, pochi la vivono ma sicuramente quasi nessuno con la sensibilità dell’artista francese Paul Gauguin.

Paul Gauguin e la sua avventura artistica

Il viaggio intrapreso dall’artista deriva dal desiderio di trovare un equilibrio tra la sua anima e la sua opera creando un connubio in grado di far emergere tale corrispondenza.
Egli infatti scriveva che solo lì avrebbe potuto trovare, durante il silenzio delle notti tropicali, la dolce musica in grado di far muovere il suo cuore.
Gauguin andava alla ricerca del ‘’Paradiso perduto’’ e cercava di riunire intorno a sé altri artisti con i suoi stessi interessi, artisti liberi, liberi di creare fuori dal mondo moderno che sembrava soffocare l’arte, ormai mercificata ed esibita come qualsiasi altro oggetto.
Nei suoi diari egli infatti lascerà emergere la voglia di ritrovare un contatto diretto con la natura e con la gente semplice da cui non può che derivare arte altrettanto semplice, in grado di comunicare direttamente all’animo dell’uomo.
Il pittore trascorse due anni a Tahiti durante i quali cercò di comprendere fino in fondo usi e costumi della popolazione che ci viene rappresentata attraverso un corpus di circa settanta opere che va da soggetti estremamente realistici a soggetti simbolici.

‘’Due donne tahitiane sulla spiaggia’’

La sopracitata è una delle opere più famose di Gauguin ed è probabilmente un’immagine completamente diversa rispetto a quelle che siamo abituati a vedere oggi di chi si reca lì per piacere.
Gauguin scriveva che il colore, essendo un mistero per i nostri sensi, non può che essere utilizzato in modo altrettanto misterioso e questa concezione emerge totalmente in quest’opera in cui il rapporto tra i vari colori crea un’atmosfera quasi irreale e fuori dal tempo, donandovi una potenza poetica ed una bellezza tutta avvolta dalla semplicità e priva di quella modernità soffocante.

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