Il Buddismo e la cremazione

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Una pratica antichissima molto diffusa nel mondo e che ha visto nel corso dei secoli periodi di maggiore o minore uso, la cremazione tuttavia ancora oggi è un tipo di rito effettuato in alcune religioni. Se la cremazione Roma o Grecia antica era normalmente praticata ed in seguito è quasi scomparsa a causa dell’avvento del Cristianesimo. Lo stesso non si può dire per alcune civiltà asiatiche che, con l’avvento del Buddismo, hanno continuato e continuano ancora oggi a praticare questo tipo di rito per i propri defunti.

Infatti, per un buddista, al contrario di un cristiano, non è un tabù religioso bruciare il corpo di una persona per poi raccoglierne le ceneri, anzi. Andiamo a conoscere meglio quindi qual è il rapporto che lega la religione buddista e la morte ed in particolare con la pratica della cremazione. Un rapporto molto diverso rispetto a quello, a noi culturalmente più vicino, tra il Cristianesimo e tale tipo di pratica appunto.

A differenza della religione cristiana, il buddismo crede che la morte sia in realtà una sorta di trasformazione del corpo e della sua energia. Di conseguenza, con il decesso la vita non scompaia bensì si trasformi in qualcos’altro, fino a quando non si verifichino le condizioni per ritornare, attraverso la reincarnazione, nel mondo materiale. Tutto ciò permette di evidenziare una considerevole differenza col cristianesimo.

Mentre infatti, per quest’ultimo, fondamentale risulta essere la carne e quindi il corpo per la resurrezione, per il buddismo invece la rinascita si basa sull’anima e, di conseguenza, il bruciare il corpo di un defunto non è ostacolato bensì favorito. I riti funebri buddisti tendono comunque a variare leggermente da Paese a Paese, in base alle singole tradizioni ed usi locali, tuttavia ciò che li accomuna è quello di accompagnare e favorire il distacco dell’anima del defunto dal suo corpo.

Con la morte di una persona, viene preparata la sua salma in modo da essere vegliata e salutata da parenti ed amici. Questa viene circondata da candele, luci e incensiere che emanano profumi. Al defunto vengono fatti indossare abiti semplici e senza simboli particolari. Poi, alcuni monaci vengono chiamati a recitare diverse preghiere e salmi. Questa veglia ha una durata di circa tre giorni e permette appunto a parenti e amici di onorare e salutare il defunto, prima del rito crematorio.

Passato questo periodo, la salma viene sistemata in una posizione fetale o come se fosse nell’atto di dormire e posta all’interno di una cassa di legno. Questa poi verrà bruciata assieme al corpo del defunto ed i parenti di questi ne otterranno le ceneri, da sistemare e conservare in apposite urne. Un rito eseguito da diversi secoli, in vari Paesi asiatici e che nel corso del tempo ha conservato intatto la sua tragicità e particolarità.

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