Rifiuti, emergenza infinita

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Il paradosso è che ormai quasi non ci si scandalizza o indigni più. E’ bastato un solo giorno di sciopero dei lavoratori del settore dei rifiuti, quelli che ora sono chiamati operatori ecologici, per far riemergere tutte le problematiche e tutta la fragilità della gestione dell’immondizia nel nostro paese. La protesta, assolutamente legittima per chi non vede rinnovato il proprio contratto da anni soprattutto visto il continuo aumentare del caro vita nel nostro paese, ha avuto il risultato di proporre scene, soprattutto nelle grandi città, assolutamente inadatte per una nazione nel terzo millennio. La situazione più critica si è verificata a Roma, con cumuli di rifiuti in strada visto che i cassonetti erano pieni, con le vie del Centro Storico, così quelle delle periferie, piene di sacchi della spazzatura di ogni genere e dimensione. Assolutamente non un bel biglietto da visita per la capitale che in questo periodo vive uno dei momenti di picco di afflusso turistico, in una stagione già non particolarmente esaltante per il settore nonostante il Giubileo Straordinario della Misericordia che si è rivelato un mezzo flop finora.

 

Problema irrisolto

 

Quello dei rifiuti è un problema irrisolto ed il problema che questa emergenza, che dura da anni, è diventata quasi normalità con il risultato che il cittadino quasi non la percepisce più come problematica ma come status quo. Manca una normativa nazionale che regolamenti in maniera ferrea il settore. Ora tutto è delegato ai Comuni e alle Province, o quello che ne rimangono, con il fatto che spesso per beghe territoriali e anche politiche si vengono a creare situazioni critiche. Così al momento ognuno ha un modo di smaltire, ognuno ha il suo registro carico scarico rifiuti e ognuno ha le sue regole. Risultato che ci sono isole felici ed inferni come Napoli, Catania e Roma. E’ necessario che dal Governo venga una forte presa di posizione, che detti le linee guida da rispettare in primis l’estensione del porta a porta. Purtroppo qui anche i cittadini devono essere educati. Se si cammina per la capitale si possono notare cartacce gettate di ogni genere, una inciviltà di alcuni che non può essere tollerata. Quindi prima bisogna educare e poi eliminare i cassonetti, con i rifiuti che rimangono nelle case per poi essere portati fuori solo nei giorni di raccolta. In tanti storceranno il naso ma non c’è altra soluzione immediata.

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