La storia del vino si studierà a scuola? La proposta di legge firmata Stefàno

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La storia del vino potrebbe essere presto una nuova materia scolastica. A lanciare la proposta, ieri a Palazzo Madama, presentando un disegno di legge, insieme ad Attilio Scienza, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, Paolo Castelletti, segretario generale Unione Italiana Vini e Isabella Marinucci, responsabile Area Vini di Federvini è il senatore pugliese Dario Stefàno (Sel), membro della commissione Agricoltura.

“Non esiste pezzo di storia del nostro Paese che non incroci vicende legate all’uva e al vino. Dobbiamo iniziare a raccontare l’Italia anche attraverso le peculiarità identitarie che hanno accompagnato tutti i passaggi della storia più importanti. Vai all’articolo originale

Fonte: Today.it – Cronaca

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2 Commenti

  1. alessandro sbarbada on

    Il vino contiene alcol, potente cancerogeno di gruppo 1 IARC (aumenta in maniera significativa il rischio di diversi tumori già con il famoso buon bicchiere al pasto), particolarmente tossico – per motivi enzimatici – proprio per i minori di 18 anni, quelli che frequentano le scuole. Renderli consapevoli significa insegnare loro a non bere affatto. Dopo tutte le smentite alla storica bufala del vino rosso che farebbe bene perché contiene resveratrolo, pochi giorni fa è stata definitivamente demolita anche la teoria secondo la quale un consumo moderato avrebbe qualche effetto protettivo rispetto al non bere affatto http://www.jsad.com/doi/10.15288/jsad.2016.77.185 . Ai produttori di vino conviene tenere i cittadini nell’ignoranza, perché, se cominceranno ad informarsi davvero, i consumi interni andranno ancora più a picco di quanto già stanno andando da qualche decennio a questa parte..

  2. alessandro sbarbada on

    A fronte dei disastri provocati nella popolazione giovanile dal bere, una Legge, sacrosanta, proibisce la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni. Sono proprio quelli che vanno nelle scuole primarie e secondarie, che, quindi, secondo questa bizzarra proposta di legge, si vedrebbero promuovere a scuola, dallo Stato, quella stessa bevanda che lo stesso Stato proibisce loro di acquistare. Mi pare educativo mandarli in confusione già da giovani: si devono abituare prima possibile alle schizofrenie del mondo adulto.

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